Parliamo di QualityLand!

 

Genere: Fantascienza, Distopia, Humor, Satira

Editore: Feltrinelli editore, Gruppo Feltrinelli Spa

Traduzione: Elena Papaleo

Prezzo di copertina: 18€

Pagine: 368

Brossura

 

QualityLand è un romanzo spassoso, leggero, facile ed estremamente comprensibile.

Siamo a QualityLand, una distopica nazione confinante con i vari QuantityLand, dove la “qualità” della vita ha il primo posto su tutto, è così importante che le stesse persone sono classificate e rappresentate da un punteggio specifico ben controllato da un intelligente e altrettanto ben congeniato Algoritmo, questo prende perciò la forma di un sistema di classificazione universale che per te stabilisce vantaggi sociali, opportunità di carriera e addirittura i migliori partner per una relazione sentimentale.

Questo miracoloso Algoritmo di TheShop compra per te, si relaziona per te e… decide per te.

Pensa, l’Algoritmo ti fa arrivare a casa il prodotto che vuoi ancor prima che tu senta la necessità di volerlo! Comodissimo!

Naturalmente ci troviamo in un futuro antiutopico dove l’indiscusso padrone è la personalizzazione nel senso più letterale del termine, ovvero la “modifica di oggetti o servizi in modo che risultino adatti alle specifiche esigenze dei fruitori e ne riflettano i gusti” ma questa individualizzazione di oggetti e servizi è portata allo stremo, in maniera assurda ed eccessiva sfociando quindi nientemeno che nel paradossale, e sta qui la bellezza dell’opera.  

Fatemi fare un esempio chiarificatore, a QualityLand c’è un’editoria personalizzata e una completa revisione della storia, magari nella cruenta e sanguinolenta saga del Trono di Spade si possono trovare adesso personaggi con crisi esistenziali che scelgono di emigrare, piuttosto che affrontarsi in duelli all’ultimo sangue, e magari Anna Frank sopravvive alla seconda guerra mondiale e alla fine di questa riceve addirittura il pony che tanto desiderava e… fermi tutti, qualcuno ha detto musical sui nazisti!?

A QualityLand, in mano alla QualityCorp, (la società che ti migliora la vita!) per quanto distopico e irreale possa sembrare il futuro, valgono però le classiche leggi della fisica: nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma; esatto, quel che si rompe o ciò che non funziona più come dovrebbe si trasforma tutto in immondizia tecnologicamente avanzata e molto futuristica, in cubetti di metallo dalle avanzatissime intelligenze artificiali. Avete mai visto mainframe con sindrome da burnout? e traduttori la Tourette? E qualcuno ha mai seriamente visto assistenti domestici elettronici con disturbi ossessivo-compulsivo?

D’altro canto: non funziona? Beh, comprane uno nuovo.

A Peter, però, tutto questo consumismo e spreco non vanno giù.

 

In breve, si può dire che questo romanzo è una lunga risposta alle domande “Cosa succede se ti arriva per posta un dildo che non credevi di volere?” e “I politici sono tutti stupidi?”.

Ovviamente sono obbligato a scrivervi che la risposta è da intendersi simbolica e non letterale.

Addentrandovi tra le pagine del libro troverete una spiccata e sagace ironia, una bella dose di sarcasmo e una copiosa spruzzata di pungenti annunci personalizzati, che voi lettori siate pessimisti od ottimisti. Dovete sapere poi che questo libro esiste in due versioni - per pessimisti od ottimisti - con gli annunci, manco a dirlo, personalizzati. Figata!

Come se non bastasse, il tutto viene anche sapientemente riempito da una satira acuta e neanche troppo velata sui “tempi moderni”. Politica, religione, negazionismo, attualità, consumismo e tecnologia. Siate pronti a leggere tra le righe e a farvi grandi risate con un parossismo fine, piccante, e sagace.

La trama, scevra dall’intento ludico e canzonatorio, è il classico trito delle storie moderne, l’eroe sbadato e svampito salvato dalla donna forte e sicura aiutato da fedeli amici in un classicissimo gioco di squadra, ma il bello è che a questo punto l’autore, Marc-Uwe Kling, per non entrare troppo in cliché di genere, ci piazza una sottotrama, con un altro gruppo di protagonisti, (Spoiler: politici) che inseguono un altro obbiettivo con un risultato completamente inaspettato. Anche questa sottotrama ci farà divertire con dirette e intelligenti stoccate.

Ovviamente l’impianto narrativo è quello di un romanzo umoristico-satirico e non dà perciò tanto spazio all’evoluzione dei personaggi, che in un limitato periodo temporale hanno - per così dire - delle specifiche e “prefissate” azioni da svolgere guidati nient’altro che dalle loro menti e dalle loro esperienze pregresse. Non aspettatevi perciò qualcosa di profondo e riflessivo, ma uno specchio del periodo in cui siamo, tra populismi, egoismi, algoritmi e social; infine io credo poi che l’autore si scagli contro questi ultimi - i social - solo perché spesso e troppo volentieri vengono usati come metro di giudizio e valutazione delle persone, persone che in questo modo vengono giudicate non per quello che sono, ma per quello che mostrano di sé stesse, in base al numero di likes e alle visual che riescono a raggiungere.

“Noi siamo quel che facciamo finta di essere, sicché dobbiamo stare molto attenti a quel che facciamo finta di essere"

Beh, che altro mi rimane da scrivere…? Niente, ora sta a voi farvi un’idea di questo libro, e se lo leggete salutatemi Peter, Kiki, Kalliope, Martyn e John!



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