Parliamo de "La città dell'orca!"
Genere: fantascienza, fanta-ambientalismo, post-apocalittico
Editore: Zona42
Traduzione: Chiara Reali
Prezzo di copertina: 16,90
Pagine: 357
Premi: Finalista Premi Nebula e Locus. Vincitore Premio Campbell.
Brossura
2018
Prima apparizioni in Italia: 2019
Ve la introduco così, in maniera un po' da nerd: questo libro per me è stato una funzione matematica che all'inizio parte con un massimo, un picco e poi decresce perché mi dà l’impressione che succeda poco, ma poi riesce a sorprenderti crescendo esponenzialmente fino ad un picco massimo, un massimo assoluto.
All’inizio è interessante perché beh, si parla di una donna, un orso, un'orca e di un ragazzo che vuole levarsi la vita perché colpito da una micidiale MST, e va da sé che l'azione è altissima, poi si leggono fatti, curiosità e avvenimenti che di stimolante hanno ben poco, è per lo più una mossa strategica per farti entrare bene nell'ambientazione, nei vicoli di Qnaaanq, per catapultarti nelle vie fredde e puzzolenti dell'ottavo braccio, ricettacolo di reietti della società e ammalati di frantumo, per farti respirare insieme ai protagonisti la salsedine e la puzza di metano dei riscaldatori geotermici.
Il massimo assoluto è dove si incontrano rivincita, rassegnazione, speranza, perdita, felicità e tristezza, tutto in una volta.
Allora, ok, organizziamoci, sennò faccio confusione.
È un buon libro? Assolutamente sì
È un romanzo ambientalista, attivista, di denuncia, femminista, fluido ed LGBT senza esserlo in maniera plateale, il Miller fa una cosa che apprezzo tantissimo in questo romanzo, naturalizza e normalizza i rapporti umani, tutti, e questa è una cosa bellissima perché non c'è nulla di forzato, nulla messo là per far piacere a qualche sorta di comunità, è tutto chiaro, naturale, profondo e intenso, è una gioia per la mente e per gli occhi.
Lascia qualcosa? Assolutamente sì
È un romanzo che mi ha divelto in due e lasciato sensazioni diverse e diametralmente opposte.
Miller è chiaro, semplice, crudo e schietto e vi farà fare, nel corso della lettura, più di un qualche sorrisetto, ma soprattutto, vi spingerà a continuare a leggere, come una droga di cui non se ne ha mai abbastanza, e cosa più importate, vi spingerà a pensare.
Miller è un maestro, dissemina le pagine di indizi, come puntini di vario colore che visti per quello che sono significano poco o nulla, ma visti d'insieme rivelano essere una magnifica opera artistica. Per non parlare poi del sottilissimo fil rouge che lega ogni personaggio, tutto incastrato in maniera impeccabile, matematica, scientifica.
I personaggi come sono? Interessanti? Si.
Kaev, Ankit, Fill e Soq sono vibranti di energia, sono vivi, esseri umani di un futuro forse neanche troppo lontano, un futuro prossimo. Cominci la lettura senza dargli un briciolo di fiducia ma inaspettatamente ti ritrovi a gioire, piangere, disperarti, ridere e tifare con e per loro.
E... come ambientazione come stiamo messi?
Ve l'ho anticipato, siamo in un futuro prossimo, una sorta di fantascienza distopico apocalittica.
Che ha in comune con la fantascienza? Tecnologie che ancora non abbiamo, come città galleggianti riscaldate da sofisticati impianti geotermici e complicate Intelligenze Artificiali che gestiscono la vita cittadina.
Che ha di distopico?
È tutto in mano ad una classe dirigente che si è resa partecipe di un turpe passato; e il presente non è assolutamente dei migliori, disuguaglianze sociali la fanno da padrone, così come malavita e microcriminalità, per non parlare poi del tema apocalittico, che vede un pianeta terra completamente stravolto dai cambiamenti climatici, abitato in ogni angolo da morte, distruzione e campi profughi... Non il futuro roseo e solare che vorremmo, ecco.
Postilla: non fatevi intimorire dall'ambientazione, è solo questa ad essere fantascientifica e distopica, la storia è quanto di più umano, semplice e geniale ci possa essere, non precludervi questa lettura per partito preso, perché “non vi piace la fantascienza”, fatevi ‘sto favore.
Scomparto tecnico, la traduzione, la scrittura, com'è?
La traduzione è speciale. Corretta, precisa, non si perde in preamboli e credo che tutto questo renda ancor più scorrevole una lettura già di per sé molto fluida, moderna, alla mano e molto piacevole, che viene interrotta solo se vi piace talmente tanto un passaggio da spingervi a ritornare a leggerlo per mezz'ora (e si, succederà).
Ora se non vi ho stufato, provo a dare un abbozzo di conclusione.
Questo romanzo va comprato e letto?
Si, non solo per il fatto di essere giunto finalista ai premi Locus e Nebula e aver vinto il premio Campbell - e questa dovrebbe esser già di per sé una garanzia di qualità - ma per la freschezza che porta, per la genuinità di passioni ed emozioni che tende a far esplodere in te, questo romanzo è speciale e spero davvero di avervi fatto capire, con le mie chiacchiere, quanto mi abbia fatto emozionare e quanto mi abbia legato sia ai personaggi che alla narrazione, ha un quid, un senso d'essere, tutto suo, tutto speciale e bello. Nonostante la miseria umana che narra il romanzo, nonostante la morte, la disperazione e la sofferenza, un’altra cosa che salta all’occhio è come sia intriso di speranza perché, come dice lo stesso autore nella postfazione, le persone possono essere terribili, ma anche meravigliose, e ci sarà sempre qualcuno che proverà a rendere questo mondo il migliore dei mondi possibili, unendoci per far si che questo possa avvenire, distruggendo i muri che ci siamo costruiti intorno.
Che mi rimane da dirvi? Siate pronti NON a cominciare un'avventura, ma proprio a fare parte della vita di qualcuno, a entrare nelle sue paure, nei suoi incubi, nei suoi pensieri e nelle sue aspettative. Non ve ne pentirete affatto.





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