Parliamo dell'Uomo del Censimento!
Genere: Weird fiction, Realismo
Editore: Zona42
Traduzione: Martina Testa
Prezzo di copertina: 13,90€
Pagine: 187
Premi: Finalista premio Hugo 2017, vincitore Premio Italia 2020 per il miglior romanzo internazionale.
Brossura
La lettura scorre piacevolmente lenta e questa peculiarità ci dà modo di apprezzare ancor meglio lo stile dell'autore e la sapiente traduzione ad opera di Martina Testa.
Questa "lentezza" aiuta poi il lettore a penetrare ancor più all’interno di una storia che vediamo narrata dagli occhi di un bambino, e quindi attraverso tutte le sue paure, suggestioni ed impressioni. Componenti di flashback e di flashforward aiutano inoltre a racchiudere la storia in un determinato periodo temporale.
Ora, non voglio rischiare di intimorirvi però ve lo devo dire: nella lettura di quest’opera risulta difficile capirci qualcosa, ma attenzione, nel senso buono! È quel "non-capirci-niente" che stimola la curiosità e la prosecuzione della lettura, io stesso ho notato che già dalle prime pagine si viene travolti da una insaziabile voglia di vedere quello che succede, di sperare che tutti i nodi si sciolgano arrivati al pettine.
Ora invece chiariamo il background, lo sfondo della storia, ci troviamo quindi in una sorta di futuro che vede la totale assenza di macchine e macchinari, ma se questo sia un futuro molto remoto o prossimo non ci è dato saperlo, per come è raccontato potrebbe poi sembrare una storia ambientata in un passato non molto distante dal nostro, come se la gente fosse stata costretta a ritornare quasi alle origini, ma neanche questo ci è dato di sapere.
Noi siamo lì, osservatori di una storia familiare impressa di mistero e inconsapevolezza immersa in un’ambientazione cupa e straniante, il tutto visto dagli occhi di un bimbo che ha paura, che è confuso, quasi come se l’autore ci volesse imprimere le paure derivanti da fantasie e suggestioni tipiche di quell’età, come se l’autore ci volesse far tornare noi stessi bambini, ma non per quel che riguarda i lati positivi, che essi possano essere la spensieratezza o la libertà, ma i lati negativi.
Leggendo questo libro ritorniamo i bambini che avevano paura del buio, che credevano nel mostro sotto al letto, nascosto nell'armadio, ritorniamo suggestionabili, irrazionali ed emotivi.
Il romanzo appartiene al genere Weird ed è il mio primo romanzo in assoluto di China Miéville e ho come l'impressione che mi sia piaciuto tantissimo. Non ne ho la sicurezza, leggendo questo genere di opere ho come l'impressione di non avere la sicurezza di nulla, vengo sballottato da pensieri, suggestioni, cerco di fare anticipazioni che poi si rivelano intangibili come una manciata di sale in una vasca da bagno e arrivo a credere che siano proprio queste le sensazioni che debba lasciarti un romanzo di questo tipo, ti lascia stralunato, sballottato, confuso, a fine lettura chiudi il libro e credi di aver capito tutto ma ci pensi un po' e ritoni a sfogliarlo per rileggere dei passaggi perché mi sa proprio che non c'hai capito niente…
Conserverò il ricordo di una bellissima lettura. La lettura si è poi rivelata estremamente piacevole e coinvolgente sebbene, dal mio canto, credo che l'autore spinga esso stesso a empatizzare verso il protagonista, tu lettore provi a metterti nei panni degli altri personaggi, ma non ci riesci, stai lì, aspetti di vedere quel che succede - perché si tratta di vedere, non di leggere, chicca assoluta! - ma niente, ti ritrovi a respirare affannosamente quando lo fa il protagonista, tendi i muscoli quando questo corre e pensi, al diavolo! È la sua storia!
La mia idea di Weird mi ricorda così una sorta di horror thriller psicologico dove di horror non c'è niente, una fiaba dai toni molto scuri con un’ambientazione che ne rievoca i classici cliché, dove la fanno da padrone colline e vallate immerse nella nebbia, fosche e buie, popolate da animali selvatici e circondate da spari, e tutto questo poi non aiuta minimamente a scacciare dalla testa l'idea che prima o poi arrivi una sorta di "punto di svolta" - chi vuol intendere intenda - inaspettato e quasi che continui a leggere per arrivare a questo spannung in fretta e in furia per levarti il nodo alla gola e…

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