Parliamo di Corto Maltese e la sua "Una ballata del mare salato"!
Graphic Novel
Editore: Rizzoli Lizard
Prezzo di copertina: 14€
Pagine: 255
Copertina flessibile
1967
Ristampa: 2020
Leggere Corto Maltese di Hugo Pratt è una tappa obbligata per diventare un adulto, per diventare un essere umano razionale, sensibile, appassionato e sognante, perché questo c’è nelle opere di Pratt.
Il personaggio di Corto Maltese è un pirata gentiluomo, un Robin Hood dei grandi oceani che cela sotto una maschera di sicurezza, spietatezza e caparbietà, una morale d’altri tempi, una sensibilità che sembra non sua.
Corto Maltese è intelligente, riservato, cinico, freddo e calcolatore, ma anche attento, disponibile, romantico, delicato e idealista, e tutto ciò senza dimenticarsi di vivere in maniera intensa sempre secondo la sua morale, il suo codice etico.
In ogni caso, la nuova ristampa di Corto Maltese di Rizzoli Lizard si compone di 14 volumi, quindi non è che posso sta’ qua a fare i poemi per ogni albo, quindi, fuoco alle polveri.
Iconico è come ci viene presentato il protagonista, tutt’altro che dignitosa: tra i flutti dell’oceano affiora la figura di un uomo legato ad una zattera, è Corto Maltese sopravvissuto ad un ammutinamento del suo equipaggio, verrà provvidenzialmente a trovarsi sulla rotta per Escondida e salvato dal Capitano Rasputin.
Escondida è una misteriosa isola non segnata dove un Monaco governa azioni di pirateria per la marina tedesca. È il novembre 1913.
L’espediente narrativo della narrazione è ben collaudato e qua reso in maniera originalissima, a quanto pare sembra esserci stato uno scambio epistolare tra tale Obregon Carranza, nipote di nipote di Cain Groovesnore, coprotagonista della storia, e chi poi l’ha realmente scritta.
La Ballata è una minestra di personaggi, in senso buono, ovviamente, solo che però ad un primo sguardo può disorientare perché ha come l’impressione che tutti i personaggi siano protagonisti e non ci sia un vero e proprio punto forte, un soggetto attorno al quale ruota la storia, perché tutto ruota attorno a tutti.
L’antagonista Rasputin, così dissoluto ed egoista farà di tutto per ottenere ciò che vuole mentre Corto, che ora ai nostri occhi prenderà le sembianze di un antieroe truffaldino e doppiogiochista, farà del suo meglio per seguire la sua morale, il suo destino, ed è interessante e caratterizzante questa velata dicotomia tra il male inferto per egoismo, senza alcun principio e il male inferto per altruismo, degno quasi di stima.
L’unica nota dolete il Pratt la infligge ai lettori veloci, Corto Maltese non fa che alternare lunghe riflessioni interiori, introspettive, a dialoghi con frasi ad effetto, a vignette mute che sembrano urlare e sguardi che si intrecciano, non è una lettura veloce, né per come è scritta, né per le emozioni che suscita, né per i pensieri che fa affiorare.
Questa storia è evasioni su lidi tropicali, è vendetta verso uomini meschini, è paura per la propria vita, è tutto ciò che è necessario per sopravvivere, è guerra, è onore, è empatia per chi non ce l’ha fatta, è passione, è umanità, è fantasia, è speranza. È una Ballata dove accordi melodiosi vengono accostati a terzine dissonanti, ma entrambi servono a creare il capolavoro, la magia, la fantasia.
E così arriva il 1915, e la nostra storia finisce sul monotono respiro del pacifico, la tensione viene allentata, si ricorda il buono e ci si dimentica del cattivo, e ritorna il piacere, il piacere di una vela bianca che così, vagabonda per vagare. Perché d'altronde, non è ciò che vogliamo tutti? Essere liberi da questa bonaccia che ci tiene prigionieri e librarci in volo come un albatro sugli oceani?

Commenti
Posta un commento