Parliamo di "La terra, il cielo, i corvi!"
Editore: Bao Publishing
Prezzo di copertina: 20€
Pagine: 197
Copertina rigida
2020
Struggente, emozionante, commovente, liberatorio.
Ci sono un italiano, un tedesco e un russo e questo potrebbe benissimo essere l'incipit di una barzelletta, ma non lo è, siamo nella la Seconda guerra mondiale e seguiamo le vicissitudini di Attilio Limonta, italiano che ha preso parte alla campagna di Russia tenuto prigioniero in un campo di lavoro sovietico.
Nello specifico, noi seguiamo la storia che lo porterà alla sua morte.
Attilio è un ragazzo poco più che ventenne che si ritrova a combattere una guerra non sua, per dei confini e per delle idee che non gli appartengono, una guerra che ha fatto a brandelli ogni tipo di relazione umana e di emozione.
Nel corso della storia si alternano disperati momenti di fuga e prigionia a lucidi flashback di una vita passata, pensieri non dico felici, ma almeno spensierati e tranquilli. Così avviene che spesso, durante la lettura, idilliaci spazi verdi si susseguono a cupe e gelide ambientazioni nordiche. Una dicotomia che permea tutta l’opera.
Una lettura che ho trovato molto più interessante e stimolante di quanto mi sarei mai aspettato perché banalmente, i dialoghi del russo e del tedesco, sono in russo e tedesco, e in italiano abbiamo - e neanche troppo spesso - solo i dialoghi e i pensieri del protagonista e questo, a mio parere, oltre ad avermi infastidito all'inizio, mi ha fatto immedesimare non poco nella vicenda umana, mi ha fatto provare le stesse sensazioni del nostro soldato, mi ha avvicinato a lui: straniero in terra straniera, perso, solo, spaesato e senza riferimenti, ma con una gran voglia di libertà, di empatia e di emozioni belle.
Ecco quindi come la storia di un uomo che muore prende connotati di liberazione da quella tremenda e assurda realtà che lo circonda, la morte diviene speranza, nascita a nuova vita, magari migliore, o magari no, ma in quel luogo la morte diviene condizione necessaria e sufficiente alla liberazione e così, seguendo la storia di Attilio ci laceriamo, ci commuoviamo, sorridiamo, e finiamo la lettura con la sicurezza che quelle sensazioni di rabbia, disgusto, disperazione e speranza non ci abbandoneranno se non tra un bel po' di tempo.
Comparto grafico: non ho le esatte competenze per parlarne e giudicare quindi ne chiacchiero così, da profano.
Ogni tavola è un quadro: tu potresti violentare ‘sto graphic novel strappando ogni pagina, incorniciarla e appenderla a qualche muro di casa, che ci farebbe sempre una splendida figura. Ogni tavola è una maledetta opera d'arte, qualcosa tra il crudo realismo e il più fine impressionismo, qualcosa di veramente speciale, capace di catapultarti nell'ambientazione sin dall'inizio, e quasi che lo senti, quel gelo artico penetrarti nelle ossa, nelle vene, farti male alle articolazioni, tenderti ogni fibra muscolare...
In conclusione, se i miei blablabla mistici non vi hanno ancora convinto, ve lo dico a chiare lettere, questo è un tomo da leggere, possedere, sfogliare, annusare, guardare; anche perché, siete proprio sicuri di volervi privare di una magnifica storia come questa?

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