Parliamo di "È difficile essere un Dio"!

 

Genere: Fantascienza, Sci-fi, Medieval-SciFi, Planetary Romance

Editore: Mondadori attraverso la sua collana Urania, 10 Settembre 1989

Traduzione dall’inglese: Marco Pensante

Prezzo di copertina: 4000 lire

Pagine: 159

Brossura

1966

In Italia dal 1989

 

"È difficile essere un dio" è romanzo di fantascienza dei fratelli Strugatskij, d’altro canto questo credo che l’abbiate capito da come il libro è presentato, nella classicissima veste Urania Mondadori. BestSeller della SciFi russa, leggo da internet che ci sono state 3 edizioni italiane e due trasposizioni cinematografiche, una nel 1989 e l’altra nel 2013.

 

Un prologo che confonde e un po' spaesa è il giusto preludio di un capolavoro di genere: se si ha la pazienza di superare le prime 20 pagine e addentrarsi nei capitoli, ci si accorge con facilità della bellezza di un testo che non sembra invecchiato di un anno, dove pure il prologo acquista necessariamente senso.

 

Non è un libro forte, non è un libro che ti lascia emozioni durature e ti squarcia l'anima, ma smuove tantissimo, fa pensare al presente, al passato, al futuro, alla sofferenza e ai privilegi del nostro tempo e del nostro mondo.

È un libro che definirei scientifico, chiaro, limpido, preciso e coinciso, ci si stupisce di quanto si legga con velocità e passione, e forse questo è anche merito della tecnica, veramente immersiva e penetrante: siamo nella testa del protagonista, vediamo tutto ciò che fa e sentiamo tutti i suoi pensieri, siamo direttamente catapultati nell'azione.

La traduzione è fantastica, c'è forse qualche refuso tipo frasi che si ripetono a distanza di pagine, ma è scorrevole e quasi lirica, mi è piaciuta molto.

 

È una fantascienza medievale, alle prime pagine ti chiedi come a Urania venisse in mente di pubblicare un libro che parla di cavalieri, feudi, re e baroni, ma in poco tempo diventa tutto più chiaro: il protagonista, Anton, è uno storico del pianeta Terra inviato insieme ad altri storici su un pianeta dove sembra si sia evoluta autonomamente una razza umanoide ora nel pieno della lotta feudale, una razza umana che sta vivendo un suo medioevo, e Anton ha l’ingrato compito di osservare.

 

È un libro che pecca in passione, certo, non c’è quel moto emozionale e sentimentale che permea gran parte dei romanzi che conosciamo, c’è dell’azione, anche cruenta, ma è un libro che mi viene da definire filosofico, non solo perché sentiamo tutti gli arzigogolati pensieri del protagonista, ma anche perché sviscera veri e propri dilemmi morali, etici e filosofici.

 

In quel pianeta si dovrebbe sperimentare il rinascimento, ma l'umanità sta di nuovo cadendo nella barbarie e nell'oscurantismo, l'ignoranza viene premiata, la popolazione viene scagliata contro gli studiosi e i luoghi di scienza e cultura vengono arsi e demoliti.

 

Come può un uomo venuto dal futuro evitare di farsi corrompere da quel tempo? Come può un uomo venuto dal futuro non stringere legami e affezioni in un mondo passato? Come può un uomo venuto dal futuro lasciare che la storia si compia un'altra volta, spietata e brutale, attraverso il sangue e la crudeltà?

 

Qui si parla dell’uomo.

Non si sta parlando di un mondo alieno pienamente fine a sé stesso.

La questione non è il "contatto" con l’altro. La questione non è l’altro.

Qui si parla della terra e dell'essere umano. Di noi.

 

Uno storico tenta disperatamente di riaccendere la fiamma dell'intelletto in un mondo inondato dall'ignoranza.

Questo è un romanzo dell'89 che trovo invecchiato benissimo, d'altronde, pare davvero che la nostra epoca sia ripiombata in un modernissimo oscurantismo, un’involuzione della società, una regressione dell’intelletto.  

"Perché sprecare soldi nelle missioni spaziali? Non ci dicono cosa c'è nel vaccino! Rettiliani! Nuovo ordine mondiale! Scientology!"

 

 

Ps: nota di merito alla lettura in doppia colonna, più riposante di quanto si aspetti. Mi fanno sorridere i bookblogger che trovano scomodo, oggi, nei moderni OscarDraghi, la doppia colonna, l'Urania a quei tempi non aveva altre alternative: "o mangi la minestra o ti butti dalla finestra".

Tra l'altro, scopro pure che Urania era un 14nale e costava davvero una stronzata... Che tempi. Di contro c’è da dire che gli Urania dell’epoca venivano tagliuzzati qua e là per non sforare con le pagine; quindi, in tutta onestà non so in questo romanzo quanto ci sia di tagliato, ma nonostante ciò, lo reputo allo stesso modo pienamente godibile.

 

Pps: ho trovato l'occasione su eBay a 11€ e non me lo sono fatto scappare, se vi interessa come lettura, e io ve la consiglio tantissimo, o sbirciate periodicamente eBay (stando alla larga dai mercanti di libri che lo mettono a 30€) o cercate nei mercatini di libri usati, a trovare si trova.






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