Parliamo di "Neanche gli Dèi!"
Genere: Fantascienza, Sci-fi
Editore: Mondadori attraverso la sua collana Urania, sezione Collezione Luglio 2021
Traduzione: Beata Della Frattina
Prezzo di copertina: 6,90€
ePUB: 4,99€
Pagine: 276
Brossura
1972
In Italia dal 1972
Neanche gli dèi è un libro a dir poco fantastico, ma non per quanto riguarda i tratti emotivi e sensazionali, cioè si, sono belli pure quelli, delle belle emozioni te le suscita, ma io l’ho trovato fantastico per tutta la minuziosa, precisa, assurda progettazione e costruzione che c’è dietro.
È un libro ingegnerizzato, ottimizzato, perfetto.
È anche un libro del 1972 scritto da un Asimov più che maturo.
Arrivare alla fine è come aver completato un puzzle complicatissimo che ti fa dire ad ogni capitolo "e ‘mo? Che succederà adesso? Dove vogliamo andare a parare?" E come sempre, come ogni maledetto Asimov, il finale sta lì, limpido, chiaro e cristallino, perfetto, e lo sviluppo... vogliamo parlare dello sviluppo? Mammamia lo sviluppo.
Non so se è spoiler o meno ciò che sto per scrivervi ma per parlare del libro forse mi tocca spoilerarvi qualcosina… vediamo un po’ se riesco a restare vago.
Innanzitutto, io so che Asimov venne più volte criticato per non aver mai scritto di alieni nei suo romanzi, d'altronde gli editori praticavano una sorta di razzismo intergalattico, per l’appunto non volevano che alla magnifica razza umana si affiancassero diverse razze aliene nello stesso universo e con ciò, lui prese l’opinione della critica e la stracciò sotto i piedi: aspettatevi di incontrare una razza aliena.
In più, il pretesto per scrivere questo romanzo gli fu dato dal suo amico Robert Silverberg, un altro assoluto BIG della fantascienza mondiale, che ad un convegno di fantascienza, tirò in ballo il plutonio 168, isotopo che non esiste, almeno nel nostro universo.
La narrazione è suddivisa in 3 macro-capitoli, il primo riguarda la "creazione" dell’oggetto chiave dal punto di vista umano, il secondo parla della "creazione" di un altro oggetto chiave dal punto di vista alieno e il terzo ci porta alla risoluzione. Tutti e tre i capitoli hanno protagonisti tanto diversi quanto accomunati dallo stesso filo conduttore; hai la sensazione che anche gli alieni, dopo le prime pagine di "ma che cazzo sto leggendo" piano piano cominciano a prendere forma sotto ai tuoi occhi e dentro la tua mente.
Per non parlare poi dell’amore. Isaac Asimov scrive una storia d’amore aliena, originale, tra il dovere e la passione, tra le paure e la sopravvivenza
È qualcosa di fantastico, geniale, meraviglioso.
Ma che preambolone allunato! Ma di che parla sto benedetto libro?
Energia, plutonio 186, universi, fusione, distruzione e creazione. Si, questa può andare come breve sinossi.
Io vi dico, sul serio, che se vi appassiona veramente la fantascienza, quella con risvolti esistenziali e universali, non potete prescindere da questo classico, perché butta dentro tante di quelle tematiche che veramente è un'esplosione di rara bellezza, non posso che ringraziare urania per aver ristampato a Luglio questa opera con la nuova traduzione di Beata Della Frattina perché la cercavo veramente da tanto tempo, ed ero curiosamente morboso di conoscerla e leggerla.
Pensate solamente al fatto che Asimov nel ‘72 predice la presenza dell’acqua sulla luna, cosa ad oggi confermata dall'esperimento SOFIA del 2020. Ma che potere ha la fantascienza? Assurdo.
E poi ancora tematiche come l'attenzione all'ecologia, la paura della scienza, l'attaccamento alla vita, la paura della morte, del trapasso, l'emotività, il senso di rivalsa, la vendetta, loop ciclici di creazione e distruzione...
Sarò un'entusiasta di natura ma non capisco come possa non piacere questo libro, mi ha nutrito, saziato, riempito.
È tutto così... bello. Fatevi bastare queste parole. Leggetelo.

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