Speciale di Natale, parliamo de "L'uomo che sapeva contare"!

 

Genere: Narrativa

Editore: Salani Editore

Traduzione: Lucio Zannini

Illustrazioni di Fabian Negrin

Prezzo di copertina: 12€

Pagine: 207

Copertina rigida

Prima pubblicazione: 1990

Prima traduzione: 1996

Edizione letta: 2018

 

È un libro delizioso, dolce, istruttivo, inclusivo, tollerante, pedagogico, filosofico: è un libro-gioiello:

insegna raccontando una bella storia.

 

Ed è proprio con questo libro che scelgo di concludere oggi il mio percorso attraverso questo #Unannoconlescienze di dicembre, che, come tema, aveva la matematica, e scelgo proprio oggi perché è il 25 dicembre! Il compleanno di Sir Isaac Newton secondo il calendario gregoriano! Si, ok è anche Natale, ma vuoi mettere celebrare la nascita dell'inventore del calcolo infinitesimale?

 

E comunque non preoccupatevi per l'Allunato, questo è un articolo programmato, l'Allunato a quest'ora sta sommerso di antipastini, cannelloni e fettine panate, e voi, se lo state leggendo adesso appena uscito, probabilmente state prendendo una boccata d'aria tra il primo primo e il secondo primo... Tranquilli... Siamo tutti di un sentimento oggi...

 

Bando alle ciance, ho scelto questo libro per concludere questo viaggio, perché prima di tutto è anch'esso un viaggio, e poi perché è bellissimo.

 

Ma chi è questo Malba Tahan?

Júlio César de Melo e Sousa, noto anche con lo pseudonimo di Malba Tahan (Queluz, 6 maggio 1895 – Recife, 18 giugno 1974), è stato uno scrittore, matematico e accademico brasiliano. [Wiki]

 

Questo libro è un bellissimo viaggio nel Medio Oriente, attraverso la matematica e attraverso la religione: è infarcito di insegnamenti, filosofia e pensieri, ma in tutto questo, vi chiederete, la matematica dov'è? Capiremo, leggendo questo libro, che la matematica è tutta intorno a noi, dalle foglie degli alberi, alle stelle in cielo, dai problemi ed enigmi della vita quotidiana, a più complicati e profondi dilemmi esistenziali. Scopriremo il valore dei numeri, nella realtà e nelle culture; attraverso leggende e storie narrate dai personaggi ci faremo un'idea sulla storia degli scacchi, sui sistemi di numerazione, sulla storia della matematica e sui grandi nomi del passato che hanno contribuito a svilupparla, il tutto attraverso una narrazione pulita, impeccabile, deliziosa, in un ambiente che ricorda le Mille e una Notte, Le città invisibili, Il milione.

 

Seguiamo la storia di Beremiz, l'uomo che sapeva contare, narrata dagli occhi di Hanak.

Hanak incontra questo uomo sulla via di Baghdad, e decidono di affrontare insieme il viaggio, subito Beremiz si dimostra all'altezza delle nostre aspettative risolvendo un problema su una eredità di cammelli. E così proseguirà la storia, il protagonista sarà chiamato più volte a risolvere complicati problemi matematici e raffinati enigmi per aiutare le persone: dividerà botti piene, mezze piene e vuote, sistemerà conti di venditori ai quali scompaiono misteriosamente delle monete, per diletto di grandi personaggi inventerà storie in cui una divisione 3 per 2 non darà alcun resto, e nel tempo libero insegnerà la geometria alla figlia dello Sceicco Iezid maledetta da un sortilegio.

 

Ma non finirà qui, perché se di primo acchito questo libro può sembrare una raccolta di enigmi matematici in formato di storia, ci si accorgerà, addentrandosi più in esso, che ci sono delle vere e proprie lezioni di umanità, e si toccheranno vette fatte di tolleranza, fratellanza, libertà, giustizia, gratitudine, spiritualità e gentilezza.

Come ogni libro che usa la matematica come espediente narrativo, il libro non parla solo di matematica, ma giacché la matematica è così UNIVERSALE, diventa un libro che parla di tutto, ma mai superficialmente. È un libro che personalmente trovo bellissimo.

 

Ok, si, all’inizio vi scioccherà un po' se non ve lo aspettate, può sembrare un libro di propaganda religiosa/islamica, l'introduzione che leggerete, “La pagina più originale che io abbia avuto modo di vedere, finora, nello sterminato ambito della letteratura matematica” (_De Oliviera Costa) sarà sintomatica di tutto il restante testo, ma non che Júlio César AKA Malba Tahan fosse un fervente islamico, ma è tutto uno stratagemma sia per farci incuriosire, sia per rendere giustizia a quel popolo di eletti per cui, non facendosi mille guerre come noi guerrafondai europei, sono riusciti a portare avanti lo studio di una materia bellissima, conducendoci al Rinascimento.

 

Forse, quindi, ora, capirete perché vi ho portato questo libro proprio oggi, oltre al compleanno del Sir, oggi è un giorno che ci dovrebbe ricordare, prescindendo dalle religioni, la nobiltà d'animo dell'essere umano, la gentilezza, la fratellanza e la tolleranza, e questo spiega anche perché non porterò più altri libri per il tema di questo mese: dopo un libro così bello, così universale, cosa portare di pari intensità? Io non ho idea ma se voi ce l'avete vi prego di aiutarmi. Avevo deciso che vi avrei portato "Il Flauto di Hilbert" di Umberto Bottazzini, un saggio edito UTET che ripercorre l'intera storia della matematica, e poi "Pensare in matematica" un altro saggio di Giorgio Israel & Ana Millán Grasca edito Zanichelli, sulla pedagogia della matematica, ma ve li cito così, en passant, perché - per quando sì che possano essere utili e interessanti - non avranno mai la potenza narrativa ed espressiva de "L'uomo che sapeva contare".

 

Io per oggi ho finito. Se mi leggete nel giorno in cui è uscito questo articolo, vi auguro Buon Natale, se ci credete, altrimenti, Buone Feste, e ricordatevi di raccontare storie matematiche a parenti e amici, perché in fondo, chi non ha mai usato la matematica per fare il figo? 😏

Io sì. Ma nessuno mi ha mai ascoltato. *Piange in modalità nerd*.





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